in vacanza e per l’estate e per scocciare un poco e che i giorni di Barcelona erano splendidi e il Mediterráneo rifulgeva anche se non conoscevo ancora né Barcelona né il Mediterraneo solo già il fulgore e Pamplona e San Sebastián e La Cañiza e Ginzo de Limia, ora Xinzo de Limia. Avevo pensato anch’io che venivo al mondo in vacanza, a passare l’estate e a villeggiare però non a morire e per questo Pamplona continua bianca nella mia memoria d’estate, perché la inventavo bianca e perché erano bianche le aule con luce naturale slittando dalle finestre e bianchi e chiari i mattoni alla vista dei muri della scuola e anche, e non elettrica, tutta l’illuminazione naturale dei corridoi dove passavo espulsa una grande parte delle ore bianche guardando scendere e flottare e palpitare le particelle di polvere della luce nei raggi calanti trasparenti e dentro quella polvere trafitta brillante speravo solo l’arrivo di giugno e di luglio e dell’estate ed il cielo navigava chiaro, prima e dopo di essere stato e poi ancora essere il cielo navigante nero, le tinozze bianche con le mutande collo cigno delle suore in candeggina, e bianca, la più bianca, la terrazza con tutte le nostre lenzuola d’interne appese a seccare
-mentre che ora devo andare subito a lavorare perché l’estate e la luce naturale e artificiale solo posso pagarmele io, ho saputo con gli anni, e che le formiche mangiavano estate e mare e mandolini con l’idea di farsi microville umili in Provenza.
poi non servono vacare né estatare né villeggiare per veranear. O correggo o cancello in breve
Bom dia


12 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
gennaio 25, 2012 a 1:27 pm
syn
Non cancellare, che sarebbe un peccato. Le parole evocano immagini e temperature.
E grazie.
gennaio 25, 2012 a 6:40 pm
Sicilia
tank, syn. Lo lascio un poco per punirmi e tolgo però del post spagnolo la metà. Vedo che mi son passata 350 chilometri col biancore, manco fosse la vergine di Fatima. Sono i problemi di non cucinare i post, poi mi vengono crudi, e di correre, che mi entusiasmo e finisce come finisce. À bientôt
gennaio 25, 2012 a 10:03 pm
syn
I post dovrebbero essere più spesso crudi. Per la riscrittura ci sono altri mezzi, più adatti (imho).
Riguardo a “veranear” ho pensato che in Italiano c’è “svernare” che, al di là del suono che consuona, forse è l’esatto contrario della parola spagnola così difficile da tradurre…
A presto
gennaio 26, 2012 a 8:30 am
Sicilia
pensai che imho era un metodo di riscrittura on line -in my ignorante inventare
per verano le ricerche m’inviano sempre a veranum tempus ma su come passò allo spagnolo e non rimase nell’italiano o da dove venga veranum, niente trovo. Svernare non ha un gran suono invece
gennaio 26, 2012 a 1:37 pm
pes
In latino “ver-nus” vuol dire primaverile, ma siccome primavera era da primus+ver, ci sta che in origine il termine ver indicasse in realtà l’estate vera e propria, da cui il primo periodo caldo si chiamava primavera. Sul perché in italiano si dica estate e non verano avrei una mia teoria, ma tutta da verificare.
gennaio 26, 2012 a 1:40 pm
Sicilia
ver -nus? e ver e nus da dove vengono?
gennaio 26, 2012 a 4:03 pm
Pessima
Bella domanda. Sto indagando.
gennaio 26, 2012 a 4:35 pm
Sicilia
io trovai questo in wiki
Il Verano (ufficialmente “Cimitero Comunale Monumentale Campo Verano”) è il cimitero comunale e monumentale di Roma situato nel quartiere Tiburtino, nei pressi della zona di San Lorenzo e vicino alla Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Deve il nome verano all’antico campo dei Verani, gens senatoria ai tempi della repubblica romana.
gennaio 26, 2012 a 7:20 pm
pes
Beh, pare che il suffisso -(a)nus in latino, e poi in italiano, indichi l’appartenza, (tipo romano, veneziano, italiano) come a dire che ver-(a)nus è “che riguarda la primavera” e , appunto, “primaverile”.
Ma la cosa che mi intriga di più è che per indicare l’ “inverno” i latini usavano la parola hiems mentre in italiano si usa inverno. Ora, tutti danno inverno come un aggettivo (tempus hibernum) che deriva da hiems, ma ho visto che in latino (e in italiano) il prefisso in- può indicare anche “il contrario di” (per esempio in-felice, im-preparato) e mi chiedo allora se inverno non sia piuttosto da in-vernus.
Insomma, parecchi giri di testa. Che poi qui non c’entrano mica niente (anche se mi divertono, lo sai). Se è proprio fuori tema cancella. Ciao.
gennaio 26, 2012 a 11:44 pm
Sicilia
mo, m’immaginavo differente la divisione. Che ne so, ‘ve’, dall’indoeuropeo, tortora, ‘ra’, cicala, probabilmente dall’arabo o dal portoghese, ‘no’ , apocope di stagione, stagione quando le tortore e le cicale più cantano durante le lunghe notti caldi rosse nelle isole fraganti del mediterraneo
gennaio 27, 2012 a 12:59 pm
pes
Ma i latini erano un popolo parecchio pragmatico, sai. Ora qualcuno si alzerà e dirà no, e infatti è vero anche il contrario.
gennaio 27, 2012 a 9:04 pm
syn
quoto la tua ricostruzione, Maria. Sono un fan della falsa etimologia.